lunedì 1 settembre 2014

Quando si dice l'itagliano!

domenica 31 agosto 2014

Pillole e pensieri dal Golfo (27)

Tanto per sorridere un po’ ma … non troppo.
Scauri. Clementino, ma chi è questo Carneade, ha tenuto il suo concerto, l’altra sera, nel piazzale delle ex Sieci lato mare. Il resto del largario, quello verso nord e non asfaltato, era invece adibito a parcheggio. Ebbene i guardaspalle dell’agrume …., da clementina, sembra abbiano chiesto la bella cifra di cinque euro ad un cittadino che voleva raggiungere una struttura ricreativa allogata nella zona e che, in quanto socio, aveva ed ha tutto il diritto di frequentare. Ebbene sembra che gli schieràni a difesa del rap…peronzolo , al rifiuto dell’anziano, abbiano reagito con violenza arrivando a danneggiargli l’automobile. In questo paese non si tocca mai il fondo! Formia. Alla festa Democratica de L’Unità in quel della cittadina balneare governata dal noto Principe Sandro Bartolomeo, interverrà anche l’onorevole Rosy Bindi. Qualcuno – che ad oggi, ad onor del vero, sembra un cyborg - a suo tempo ebbe a dire che la vergine signorina è più intelligente che bella. Superflua ed acida osservazione visto che per una come la Rosy l’essere più intelligente che bella non è proprio una fatica. Scauri. Fra non molto, dopo l’Arrivederci (ammesso che qualcuno ritorni) a Scauri, si terrà nel solito piazzale ex Sieci anche la festa in onore di una certa bevanda. Ma stavolta gli organizzatori dovranno stare ben attenti ché qualcuno vigilerà, si spera, sulla congruità del tributo versato nelle casse comunali per l’affitto dello spazio pubblico. Castelforte. Suio Terme per la qualità e la quantità delle sue acque avrebbe potuto essere in Europa, e non solo in Italia, un polo termale di eccellenza. Da secoli invece giace in un stato di coma avanzato e quando anche quel paio di stabilimenti che ancora vivacchiano avranno chiuso i battenti tirerà definitivamente le cuoia. Golfo di Gaeta. La scia bianca e color cacca, come da foto, non risparmia neppure la cittadina tirrenica che orgogliosa ha innalzato su virtuale pennone la Bandiera Blu. Attenti ragazzuoli che se continua questo andazzo quella bandiera dovrete mestamente ammainarla. Minturno. Se Gaeta rischia di dover ammainare la sua, per certi versi meritata, Bandiera Blu c’è chi, qui a Minturno, continua a … sbandierare la possibilità di poterla conquistare. Il che potrebbe essere plausibile se i risultati di certe analisi non avesse tutta l’aria di essere … clementi,

sabato 30 agosto 2014

Pillole e pensieri dal Golfo (26)

Tanto per sorridere un po’ ma … non troppo.
Minturno. Il primo cittadino di Minturno, Paolo Graziano, si è peritato di smentire la voce, che circola da tempo nelle luride strade e piazze della landa che abitiamo, secondo la quale sarebbe in procinto di fare la ghirba all’assessore ai lavori pubblici ed altro Fabio Saltarelli. In quota Nuovo Centro Democratico e faticoniano di ferro. Non dorma sonni tranquillo il nostro eroe ché il suo duce è uomo d’onore e che come tale ha una parola. Sol che, come sovente accade agli uomini d’onore, ricordano la prima ma spesso e volentieri dimenticano le altre. Della serie le parole si danno ma non è facile ricordarsi di dar loro attuazione SS.Cosma e Damiano - Minturno. All’ippodromo del Garigliano in quel di SS.Cosma e Damiano scalciano i purosangue e disarcionano fantini esperti. A Minturno scalciano i brocchi, politicamente parlando, ed hanno poche possibilità di disarcionare chi li … monta da una vita. Minturno. Questa estate brutta, sporca e cattiva è ormai alle strette ed i pochi graditi ospiti ancora rimasti fra qualche ora si armeranno di armi e bagagli per raggiungere i luoghi d’origine. C’è da giurare che il solito microcefalo a testa in giù celebrerà l’evento con il solito articoletto … liberatorio. Golfo di Gaeta. La scia bianca o color merda continua ad impazzare nel golfo di Gaeta ed a costringere con il suo arrivo i bagnanti a guadagnare la battigia. Il tutto a meno che non soffino il maestrale o il gregale ma l’Arpa Lazio rassicura: tutto ben madama la marchesa. E noi tiremm’ innanz’! Scauri. Qui a Scauri e nel comune di Minturno in generale ti fanno pagare anche l’aria che respiri a suon di tasse eppure, ci dicono, gli organizzatori di eventi – a pagamento – in quel del piazzale delle Sieci verserebbero, nelle casse dello “stato”, solo qualche obolo a titolo di carità Scauri. I guardaspalle del noto, si fa per dire, rapper Clementino avrebbero danneggiato l’automobile di un uomo che avrebbe cercato di parcheggiare in un’area a loro dire loro riservata. Fatti del genere possono accadere, se il fattaccio si è verificato, solo in una terra di nessuno come quella del comune di Minturno. Terra di nessuno anche dal punto di vista amministrativo.

Marina di Minturno, Lido la Bussola

Uno sguardo dal ... ponte.

venerdì 29 agosto 2014

Scauri, l’ultima fatica di Alfonso e Dino Artone e Pino De Renzi

Presentati i libri “Minturno è Traetto” ed “Equinozio di primavera”.
A Scauri Alfonso e Dino Artone hanno presentato il loro tomo, "Minturno è Traetto", anche presso la Darsena Flying della dottoressa Sotis. Si è unito a loro nella presentazione del suo ultimo libro, "Equinozio di primavera", Pino De Renzi , medico, scrittore e leader appassionato del gruppo Facebook "Scauresi scauresi" che con forza si batte per portare a galla le magagne che ammorbano questo nostro paese e non solo. Ma andiamo con ordine. Ha aperto la serata, in una cornice marina eccezionale ed alla presenza di un pubblico folto ed attento, la dottoressa Sotis che dopo la presentazione dell’evento Scauritanum, nell’ambito del quale i volumi sono stati presentati, ha passato la parola all’amico Marcello Rosario Caliman che, come il basilico nel pesto genovese, non poteva certo far sentire la sua mancanza. Assente, al solito, e presumiamo ingiustificato il nostro logorroico primo cittadino, Paolo Graziano, ben rappresentato però dalla, fortunatamente, non molto loquace Manuela Cappuccia, assessore, che noi si sappia, alle pari opportunità. Da Marcello Rosario Caliman, anche lui dottore manco a dirlo, la parola è passata a Pino De Renzi, scaurese a denominazione d’origine protetta ma da tempo trapiantato in quel di Torino, è microbiologo, per motivi di lavoro. Il tenero Pino, come qualcuno del pubblico ha sottolineato, ha fatto una presentazione, magari volutamente, piuttosto criptica della sua fatica, “Equinozio di primavera”, ed ha poi passato il testimone – in verità un microfono – ad Alfonso Artone, degno figlio di cotanto padre, che ha spiegato e motivato il suo apporto ad un tomo di bel oltre ottocento pagine dedicato a Minturno, alla sua storia ed ai suoi personaggi più noti ed influenti oltre che ai suoi detti in vernacolo ed alla sua lingua. Buon ultimo ma non ultimo Dino Artone ha chiuso la fase della presentazione degli scritti con la ben conosciuta ironia accompagnata da una verve di notevole spessore. Ovviamente, oltre che applausi, ha strappato anche sani sorrisi agli astanti. Unica nota stonata, lo ribadiamo, i soliti prezzemolini che non perdono occasione per mettersi in mostra mentre la celebrazione del rito dell'Ice Bucket Challenge ha goduto di un'ottima performance, con annessa rottura di un contenitore di acqua ghiacciata, visto che chi ha partecipato, Dino E Alfonso Artone, ha messo pesantemente mano al portafogli alla faccia delle tante/i Litizzetto che si esibiscono per qualche ghinea e momento di notorietà. L’Ice Bucket Challenge per quei pochi che ancora non lo sapessero è nato in America e consiste nel versarsi, o farsi versare, sulla testa un contenitore di acqua diaccia per sensibilizzare il volgo nella raccolta fondi a favore delle associazioni che sostengono la ricerca nella lotta alla Sla. La terribile ed incurabile malattia neurovegetativa che porta irrimediabilmente, dopo un decorso più o meno lungo, alla morte. Come già detto i nostri due eroi hanno devoluto alle succitate organizzazioni una cifra non disprezzabile ed assicurato che devolveranno alle stesse anche parte del ricavato del loro libro. L’Ice Bucket Challenge poggia su di una sorta di staffetta virtuale e Dino ed Alfonso hanno virtualmente passato il testimone al sindaco di Minturno, Paolo Graziano, ed al primo cittadino di Roma Nicola Zingaretti. Con la speranza, per noi vana, che accolgano l’invito e che, al di là della doccia ghiacciata, i due politici mettano mano alla tasca. Sperem! P.S. Che cos’è la Sla (Sindrome laterale amiotrofica) e perché un secchio di acqua gelata in testa. L’acronimo Sla sta per sclerosi laterale amiotrofica, una patologia neurodegenerativa. Generalmente si sviluppa dopo i 50 anni d’età e porta a una degenerazione dei neuroni atti al movimento. Ancora non se ne conoscono esattamente le cause e anche le cure sono piuttosto limitate. Per questo motivo, le donazioni raccolte con l’Ice Bucket Challenge sono davvero molto utili, al di là di ogni sterile polemica. La secchiata d’acqua gelata in testa genera poi, nel soggetto che la subisce, una momentanea brevissima paresi totale e questo fatto dovrebbe maggiormente sensibilizzare chi di dovere inducendolo, come già detto, a mettere mano al portafogli in modo consapevole e partecipativo. VIDEO

Pillole e pensieri dal Golfo (25)

Tanto per sorridere un po’ ma … non troppo.
Gaeta. A Roma, che è Roma ovvero una città congestionata dal traffico e dalle auto, i residenti si lamentano delle nuove tariffe stabilite dal governo in essere circa i parcheggi a pagamento. I romani evidentemente frequentano la città della nutrice di Enea ove per parcheggiare entro le strisce blu non è sufficiente l’uso del bancomat. Minturno. Come è noto il giudice di pace di Minturno passerà a miglior vita perché malgrado le promesse l’attuale amministrazione si è accorta che non vi sono fondi per pagargli gli emolumenti ma il primo cittadino della città sul colle ha avuto un’idea geniale: che il giudice di pace resti come distaccamento di quello di Cassino con grana a carico dello stato italiota. Ove dovesse accadere, ed è altamente improbabile, ve li immaginate quelli di Formia, Gaeta, Terracina e via enumerando? Minturno. E’ scoppiata la TARI ma questo è niente rispetto a quello che accadrà a partire da ottobre. L’unica speranza è che i nostri amministratori si passino una mano sulla coscienza e decidano di non applicare la TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili) vista la qualità dei servizi che da parte della pubblica locale amministrazione vengono offerti al cittadino. Formia. Gli attacchi al Principe, da parte dell’opposizione, di associazioni e della stampa sono all’ordine del giorno ma il trinariciuto difensore d’ufficio non demorde. Per lui sono solo balle e quella che si è e si sta montando è solo una macchina del fango. Scauri. Alfonso e Dino Artone hanno presentato il loro tomo, “Minturno è Traetto”, anche presso la Darsena Flying della dottoressa Sotis. Si è unito a loro nella presentazione del suo ultimo libro, “Equinozio di primavera”, Pino De Renzi , medico scrittore e leader del gruppo F.B. “Scauresi scauresi”. Unica nota stonata i soliti prezzemolini che non perdono occasione per mettersi in mostra mentre la celebrazione del rito dell’Ice Bucket Challenge ha goduto di un’ottima performance visto che chi ha partecipato, Dino E Alfonso Artone, ha messo pesantemente mano al portafogli alla faccia delle tante/i Litizzetto che si esibiscono per qualche ghinea e momento di notorietà. Minturno. Si sente spesso, in piazza, un politucolo locale affermare che cambiali (elettorali) lui non ne ha mai firmate. Ha perfettamente ragione ma non deve dimenticare che in pedice ai pagherò virtuali non si appone la firma ma la propria … parola. E mantenere la parola data è da uomini e non da mezzi uomini, omminicchi, piglianculo e quaquaraqua. Per dirla con l’immenso Sciascia.

Minturno, “Saltarelli? Faticoni me lo ha dato …

... guai a chi me lo tocca.
“‘Vox populi vox dei’ recita un antico adagio e mai come in questo caso, se dobbiamo prendere per buono quello che si vocifera in piazza Forcella a Scauri, un altro tsunami starebbe per scatenarsi sulla giunta targata Graziano. Uno tsunami, sembrerebbe, voluto e causato dallo stesso capo del governo. In pratica a seguito di presunti screzi, di carattere politico-amministrativo, non meglio definiti il nostro caro Paolo starebbe per defenestrare l’assessore ai lavori pubblici, alla viabilità ed all’arredo urbano: al secolo il geometra Fabio Saltarelli. Salirebbe sullo scranno lasciato vacante, stando sempre ai si dice, l’avvocato Mino Daniele Bembo al momento semplice consigliere comunale con delega al contenzioso che verrebbe surrogato nel ruolo da Angelo Graziano che, non vorremmo sbagliarci, dovrebbe essere strettamente imparentato con il primo cittadino traettese.”
Tanto scrivevamo in un nostro post qualche giorno fa e sembra che - l’aver noi messo nero su bianco circa le voci che, ormai, da tempo nelle strade e nelle piazze, luride, del comune di Minturno si accavallano dando credibilità all’evento prossimo venturo – il tutto abbia fatto saltare sul suo scranno il nostro amato primo cittadino che, ad uno del fogliacei pubblicati in provincia di Latina, ha testualmente dichiarato :”Da diversi giorni gira(va) questa indiscrezione (la defenestrazione del Saltarelli. N.d.r.) che smentisco categoricamente. Non c’è nessuna intenzione di cambio e Saltarelli rimane uno dei componenti della giunta”. In altri termini il saltapicchio Faticoni me lo ha dato e peste colga chi me lo tocca. Fossimo nei panni del tenero Fabio Saltarelli, anche alla luce di tale dichiarazione, noi non dormiremmo sonni tranquilli come, in analoga situazione, non li hanno dormiti Aristide Galasso e Roberto Lepone. A conferma delle illazioni e delle voci da noi riprese c’è un episodio che ci riguarda personalmente: un personaggio, che in passato ha rivestito cariche politiche in seno alle amministrazioni grazianee, ci ha dato, non più tardi di ieri del … peperino. Alludendo ovviamente al fatto che noi si abbia scritto certe cose. Tranquillo caro Fabio, alla luce di quanto accaduto in precedenza prendi in seria considerazione la possibilità didover sfilare , metaforicamente, tra " i cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar, quasi in corsa giganti giovinetti". E perdonatemi la citazione.

giovedì 28 agosto 2014

Priverno (LT), a proposito di Acqualatina

Comunicato Stampa
Negli ultimi giorni Acqualatina ha fatturato un deposito cauzionale sulle bollette che aggiorna quello inizialmente richiesto al momento della stipula del contratto. Il deposito, pari all'importo di tre mensilità, è calcolato sui consumi medi di ogni utenza. A parere del gestore, si tratta di una misura utile a prevenire la morosità. L'Amministrazione comunale di Priverno rende noto ai suoi cittadini che tale decisione è stata presa in modo unilaterale dal gestore, senza consultare i sindaci dell'Ato 4, né tanto meno il nostro Comune. Nell'ultima conferenza dei sindaci, Acqualatina ha tentato di condividere tale scelta con l'Ato che invece ha respinto il punto, anche grazie alla nostra ferma opposizione. In fattura vengono già computati dei costi di morosità e si poteva evitare di chiedere ai cittadini questo ulteriore balzello. Come sottolineano anche diverse associazioni a difesa dei diritti dei consumatori, la scelta di Acqualatina presenta profili di dubbia legittimità: Codice Civile alla mano è difficile concepire una modifica unilaterale dei termini di un contratto già sottoscritto. “Per questo motivo – afferma il Sindaco Delogu – siamo pronti a supportare qualunque azione i nostri cittadini decidano di intraprendere. Sia che intendano intraprendere azioni di disobbedienza civile, sia che intendano ricorrere al tribunale, appoggeremo con forza le loro decisioni. Da parte nostra, invece, continueremo la nostra battaglia nelle sedi più opportune: la Conferenza dei Sindaci dell'ATO 4, dove da tempo ci opponiamo a decisioni di questo tipo a difesa dei diritti dei cittadini”. L'unico obiettivo del gestore è rinvigorire le esangui casse della società incamerando decine di milioni di euro col deposito cauzionale e con le assurde richieste di conguaglio nelle prossime tariffe. Il progetto è chiaro a tutti: far quadrare i conti, salassando i cittadini.

mercoledì 27 agosto 2014

Minturno, Imu, Tari e Tasi non se ne può più

Ed il mercato immobiliare langue. In questi giorni, dopo che si è appena provveduto al pagamento dell’acconto IMU ( una vera mazzata soprattutto sulle seconde case visto che non è neppure prevista l’applicazione del comodato d’uso gratuito ai discendenti diretti) stanno arrivando gli avvisi di pagamento della TARI, la tassa sui rifiuti solidi urbani, e solo i più accorti, proprietari di seconde case non locate, si saranno resi conto che la monnezza anche per quelle si pagherà in base ai componenti il nucleo familiare. In pratica pagheremo come se fossimo dotati del dono dell’ubiquità al pari di San Pio. Ma non finisce qua ché ad ottobre ci aspetta anche la famigerata TASI ( la tassa sui servizi indivisibili: illuminazione pubblica, pulizia delle strade, tenuta in ordine degli spazi pubblici ed altro) che in un pase come il nostro, Minturno, dovrebbe godere dell’esenzione vista la qualità degli stessi che vengono forniti ai cittadini. Intanto l’edilizia, anche quella pubblica, è completamente ferma, il commercio in genere langue e quello degli immobili è ormai in stato comatoso. C’è poi da sottolineare che molte attività commerciali sono in via di liquidazione mentre talune di esse, anche importanti, in via di alienazione nella speranza che qualche folle ottimista voglia rilevarle. Lo stato delle cose, alla luce anche delle ultime stagioni balneari che sono state brutte, sporche e cattive, è veramente allucinante ed a questo punto non ci resta da sperare che il redivivo ex Cavaliere Nero – alla faccia di Fonzie che aveva promesso e promette mari e … Monti – vada avanti con sua intenzione di battersi per l’annacquamento dl peso impositivo. Ma, onestamente, visto che è soprattutto impegnato nel governare una pollastrella che potrebbe essergli nipote, c’ è da credergli? Noi nutriamo i nostri dubbi. Così come nutriamo seri dubbi nelle promesse di certi politucoli locali che, in vista di un’elezione amministrazione anticipata tutt’altro che improbabile, vengono ormai, quasi in forma ossessiva, spiattellate nelle piazze non proprio nette di tutto il territorio comunale. Ad maiora!

Minturno, pericolo di tsunami in giunta?

In vista un altro probabile defenestramento? “Vox populi vox dei” recita un antico adagio e mai come in questo caso, se dobbiamo prendere per buono quello che si vocifera in piazza Forcella a Scauri, un altro tsunami starebbe per scatenarsi sulla giunta targata Graziano. Uno tsunami, sembrerebbe, voluto e causato dallo stesso capo del governo. In pratica a seguito di presunti screzi, di carattere politico-amministrativo, non meglio definiti il nostro caro Paolo starebbe per defenestrare l’assessore ai lavori pubblici, alla viabilità ed all’arredo urbano: al secolo il geometra Fabio Saltarelli. Salirebbe sullo scranno lasciato vacante, stando sempre ai si dice, l’avvocato Mino Daniele Bembo al momento semplice consigliere comunale con delega al contenzioso che verrebbe surrogato nel ruolo da Angelo Graziano che, non vorremmo sbagliarci, dovrebbe essere strettamente imparentato con il primo cittadino traettese. In altri termini, se l’operazione fosse vera ed andasse in porto, il Graziano major prenderebbe i classici due piccioni con una fava: si libererebbe, dopo Lepone, di un altro componente, presumibilmente scomodo, della sua maggioranza ed imbarcherebbe sulla sua zattera di medusa un fidato uomo di fatica. Per concludere tutto quanto abbiamo scritto è in forma condizionale ma come sempre credere alla voce che corrono in piazza non costa niente e poi non si fa peccato. In attesa di smentite o conferme noi, da par nostro, ben distintamente salutiamo.

martedì 26 agosto 2014

Pillole e pensieri dal Golfo (24)

Tanto per sorridere un po’ ma … non troppo. Formia, quello che il Liberovillaggio. Si è fatto da tempo il libero … portavoce di Bartolomeo in quel di Formia. E nessuno gli contesta, visto che indirettamente tale ruolo gli viene riconosciuto, tale … diritto. Come nessuno gli contesta il diritto di pubblicare foto di sé stesso sul suo letto di dolore. Quello che gli contestiamo però è il vizio di non condividere, talvolta per … partito preso, quello che altri, legittimamente, scrivono per contestare quello che lui non contesta. Minturno, “vigilini” all’attacco e metropolitani sotto organico. A volte, ma non sempre, e soprattutto se sei stranger non fai in tempo a terminare la ricerca di un grattino che ti ritrovi, sopra il parabrezza della tua automobile, un perentorio invito a recarti presso il locale ufficio postale per compilare un conto corrente, intestato al Comune di Minturno, di circa quaranta euro. Somma scontata del 30% ove tu adempia entro 5 giorni. Se non vado errato. Quel che molti non sanno, invece, è che i vigili urbani a Minturno sono “latitanti” non per loro volontà ma perché sotto organico di ben 15 unità e non è poco visto che in servizio permanente effettivo, a fronte dei 25 previsti, ve ne sono solamente 10. Gaeta e la Bandiera Blu. La cittadina che si dice deve il suo nome alla nutrice di Enea, si fruscia di avere il tanto agognato, da altre località del basso Lazio, straccio virtuale tinto di blu. Ciò però non la salva dall’onda di merda che, quando non soffiano il Grecale o il Maestrale, fa sovente visita anche ai suoi lidi. E foto inoppugnabili, pubblicate anche sul web, dimostrano la veridicità di quanto andiamo affermando. Formia, da un noto blog. “… Non è però lecito diffonderla per fini ultronei onde, cioè, aliunde a mezzo interposta persona, continuare a lanciare gli stessi attacchi rivelatisi di nssun fondamento…”. Cercasi disperatamente traduzione. Marina di Minturno. Sembra che vi siano difficoltà nell’effettuare lavori al di là del Monte d’Argento ed alla foce del fiume Garigliano perché, a detta di qualcuno, colà vi sarebbe “sabbia millenaria”. Una domanda sorge spontanea: ma quella al di qua ha solo qualche diecina d’anni?

Minturno, vigili urbani sotto organico

Da secoli ormai e malgrado la Regione Lazio … Loro, i vigilini – ovvero quelli, non tutti in verità, che se ti allontani dall’automobile alla ricerca di un grattino ti bollano con un … invito a compilare un conto corrente da ben oltre 30 euro – ci sono e fanno sentire la loro presenza. E lo fanno, giustamente, laddove non orinino fuori dal vaso. Quelli che purtroppo mancano all’appello sono i vigili urbani ma, sia ben chiaro, non per loro volontà ma sol per il fatto che sono maledettamente sotto organico. Secondo i dettami della Legge Regionale n.1 del 13 gennaio 2005 sono, e non sarebbero, previste due unità operative per ogni ottocento abitanti ragion per cui a Minturno spetterebbero 25 unità così come previsto dalla vigente pianta organica. Ebbene l’attuale dotazione di metropolitani è di tredici unità di cui tre in prepensionamento e quindi non in servizio; una distaccata ai servizi sociali e solamente due al rilevamento delle infrazioni al codice della strada. E i rimanenti sette si chiederanno i nostri dodici assidui lettori? Sono al loro posto, negli uffici del comando locale, dove, grazie alla burocrazia vigente nello stivale italiota, sono impelagati nello sbrigare cumuli di pratiche cartacee fatti di ricorsi diretti al giudice di pace, di contestazioni alle sanzioni erogate attraverso gli infallibili (purtroppo per noi) autovelox piazzati sul territorio comunale e via enumerando. Ciò detto - e per non continuare a dare credito a quelle che da tempo sono solo e solamente leggende metropolitane - per ottenere quello che come cittadini ci spetta di diritto, ovvero una polizia municipale attenta, efficiente e soprattutto … fatta di un organico adeguato, non ci resta che sperare che prima o poi, e senza ripensamenti che lasciano il tempo che trovano, si bandisca un concorso a … cattedra visto che ad oggi gli operativi, in quanto a metropolitani, sono solo dieci. E non si può certo affermare che il territorio del Comune di Minturno – fatto di un centro storico e di ben cinque frazioni di cui la sola Scauri abbisognerebbe, oggi come oggi, della presenza dell’attuale dotazione di vigili urbani – sia poco vasto visto che Minturno, fatte salve le aeree metropolitane, è fra i più grandi in Itaglia (con la g) tra i piccoli comuni per estensione territoriale. Ad majora! quindi e non si continui, impunemente, a gettare la croce sulle spalle di chi certamente non la merita e che fa, nei limiti del possibile, il proprio dovere,

domenica 24 agosto 2014

Il cravattaro

I tratti somatici che la tradizione antisemita attribuisce agli ebrei (il naso aquilino, le labbra sporgenti, il viso scavato, le dita adunche) sono le stesse che, nell'iconografia medievale, erano caratteristiche del diavolo. Ovviamente gli ebrei, che non sono una razza ma che sono una religione, non hanno affatto queste caratteristiche se non in una certa percentuale così come in percentuale le le hanno tutte le altre popolazioni di questo mondo da quattro ghinee. C’è poi l’immagine dell’“ebreo usuraio” che è uno stereotipo molto antico e duro a morire tanto è vero che, ancora oggi, ebreo è anche sinonimo di strozzino. Lo stereotipo deriva da una serie di eventi storici sviluppatesi in Italia durante il Medioevo, che fecero sì che molti ebrei intraprendessero i mestieri di prestatore di denaro ed esattore delle tasse. Infatti, nel IV secolo dell’era volgare, agli ebrei, allora schiavi romani, venne vietato il possesso di beni immobili e spesso anche il lavoro nei settori mercantili e artigianali. Contemporaneamente la Chiesa vietò ai cristiani ogni mestiere che implicasse il rapporto col denaro, ritenendolo peccato. Gli ebrei si trovarono così costretti ad intraprendere le attività di finanzieri, banchieri, prestasoldi, cambiavalute e via discorrendo. Essi vennero però ben presto accusati di essere sfruttatori della povera gente: nacque così lo stereotipo dell’“ebreo strozzino”, poi alimentato nel corso dei secoli da varie politiche pubbliche, avvenimenti storici e propagande antisemite. Domenico, detto Mimmo, queste caratteristiche se le ritrova tutte accompagnate da un fisico gracile e mal messo ed in più fa lo strozzino professione, che al di là di quella di ingegnere, è quella preminente. Per la sua fisicità e per la vera professione che svolge è così soprannominato l’Ebreo. L’Ebreo di recente ha deciso di allargare i suoi orizzonti e si è dato alla politica. Ovviamente, considerato il vasto bacino di … utenti di cui gode nel suo paesello – un borgo arroccato su di una collina, piccolo piccolo e dal commercio e dalle attività economiche falcidiate dalla crisi dei consumi – non ha incontrato difficoltà nell’essere eletto alla testa di una lista civica denominata “Al servizio della Città”. Sia detto per inciso, comunque, che suoi abituali clienti non sono solo commercianti ed artigiani ma anche pensionati, semplici impiegati e pubblici funzionari. Domenico non ha una famiglia, non è sposato, e ad esser più precisi non ha parenti perché è rimasto su questa terra l’unico rappresentante di una non certo numerosa famiglia un tempo ricchissima e rispettata. E’ molto dedito ai viaggi, anche per motivi di lavoro, e la sua assenza pur se piuttosto prolungata non desta, all’inizio, alcuna preoccupazione nei suoi compaesani. La speranza poi che sia definitivamente sparito dalla circolazione è anzi dei più. Viene ritrovato, in una fredda domenica d’inverno, impiccato ad una trave di una cantina, dal soffitto bassissimo, in una masseria abbandonata e situata nelle campagne del suo paese di origine e di commerci. Il ritrovamento avviene a seguito di una segnalazione anonima, probabilmente di un cacciatore, ed il corpo è in non avanzato stato di decomposizione Quella che colpisce i due militi dell’arma – il comandante la stazione ed un suo subalterno – accorsi sul luogo è la strana posizione, per un suicida, del corpo. Il collo dell’uomo, infatti, è appeso ad una lunga corda ma le gambe toccano bellamente terra con le ginocchia. Qualcuno deve aver, evidentemente, giustiziato il malcapitato e non si è peritato affatto di nasconderlo inscenando un suicidio a prova di indagini. Anche le più superficiali. Pur anco il giudice deputato ad accertare le cause della morte avverte che la posizione del corpo del disgraziato non combacia affatto con quella di un povero cristo che abbia deciso, per una causa qualsiasi, di porre fine ai propri giorni ed, al momento opportuno, avalla, con un sorriso sarcastico, l’ipotesi che Mimmo si sia … suicidato. Il fine è, ovviamente, quello di impedire che si proceda con un’autopsia, che si accertino le vere cause del trapasso e che si dia il via ad indagini più approfondite che portino all’arresto del colpevole o dei colpevoli del misfatto. Il che non dispiace affatto ad alcuno e gli ormai ex clienti, forze dell’ordine e magistrato in testa, che sommessamente ringraziano.

sabato 23 agosto 2014

Minturno, un’estate anomala, brutta, sporca e cattiva

Ma tutto il Golfo è paese Volge al termine questa estate anomala, brutta, sporca e cattiva e, come direbbe e scriverebbe un mefitico madonnaro baciapile, si avvicina il giorno della … liberazione, ovvero il primo di settembre, dalle orde napoletan-casertane. Dimentico, il nostro mefitico madonnaro baciapile, che di Terra di Lavoro e della terra dei Borbone questo nostro territorio fa parte fin da tempo immemore. Estate anomala perché il sole ha fatto capolino non molto frequentemente fra le nuvole che hanno assediato i cieli della riviera di Ulisse e dell’Italia tutta; brutta perché soprattutto sul litorale minturnese si è scesi ancora di qualche gradino verso il degrado totale e politico ed ambientale; sporca in quanto, malgrado la presenza di falchetti ed aquilotti dalla capa bianca pronti a vigilare sugli orari della messa a “dimora” dei rifiuti solidi urbani, la monnezza ha strabordato dai fatiscenti cassonetti, e non solo, dell’intero territorio per tutta la durata, ad oggi, dei diversamente graditi ospiti senza mettere in conto il fatto che la scia di merda ( e come potremmo nomarla diversamente?), ora biancastra ora marrone carico, non ha fatto mai mancare la sua sgradida presenza giornaliera nelle acque marine che vanno dalla sponda destra del verde fiume alla amena Sperlonga; cattiva perché accoltellamenti, sceriffate a suon di cazzotti e maleparole ed inverosimili incidenti stradali non hanno lesinato la loro non certo gradita presenza. Un’ estate poi che complice anche la crisi economica, non certo attenuata dalla munifica elargizione fonziana di ben ottanta euro ad un certo numero di paraindigenti ( i veri poveri sono quelli che, paradossalmente, gli ottanta fiorini li hanno visti col cannocchiale galileiano ) ha visto un forte calo delle presenze che taluni indicatori quantificano in un buon cinquanta per cento in meno rispetto all’anno passato. Due soli indicatori positivi – e ne va preso atto – da rilevare: la riapertura, e sia pure con due uniche rappresentazioni, in territorio minturnese dell’antico teatro romano ed il fatto che si sia raschiato, qui sulla costiera di tutto il sud pontino (come nel resto dello stivale italiota, il fondo del barile ragion per cui, salvo imprevisti e Renzie, l’anno che verrà non potrà che essere l’anno di una ripresa che ci si augura più che timida. Come scriverebbero quelli che parlano bene.

venerdì 22 agosto 2014

Via dei Serpenti

Via dei Serpenti, a Roma, è una strada lunga e stretta e che si tuffa, letteralmente, da Via Nazionale giù verso Via Cavour e se, fino all'entrata in vigore della legge Merlin, era gioiosamente o tristemente famosa, dipendeva dai punti di vista, perché ospitava le meno e le più esclusive case chiuse della capitale ( chi non ricorda"Totò cerca casa" ?), ora lo è in quanto ne è, della "Caput Mundi", una delle vie più in auge. Il toponimo?Boh!, anche se a guardarla bene dà proprio l'impressione di essere una nera biscia che si crogiola al sole nel quotidiano compito di mettere in moto un metabolismo annacquato dalla lunga e fresca notte capitolina. E il basolato, in nera pietra lavica e che riporta alla mente la pelle a scaglie di un serpente, non fa che avvalorare tale sensazione. Lo studio fotografico Ricca, per chi imbocca la strada da Via Nazionale, è situato proprio all'inizio della stessa in un palazzo dei primi del diciottesimo secolo. L'ingresso è discreto: nessuna insegna roboante; nessuna foto di bellona in bella mostra ma solo una minuscola targa in ottone anticato - scritta in uno strano stile grafico certamente ideato dallo stesso Ricca - che sottostà al pulsante del campanello, anch'esso in ottone, e costituito da una semisfera incassata nel muro sul lato destro del portoncino in legno di noce italiano. Uno spioncino, il classico occhio di pesce, campeggia inquietante, ad altezza d'uomo, al centro dello stesso. Marco, ancorato, con una massiccia catena d'acciaio, "il cinquantino" all'anello in ferro che sovrasta un'antica pietra miliare, è di già, anche se sono da poco scoccate le otto, pronto a pigiare il tasto del campanello e lo fa dopo aver aspirato, voluttuosamente, l'ultimo tiro da una "nazionale" senza filtro. -Wow!!! Qual buon vento e come mai a 'stora? - E' Norina che lo accoglie, con un sorriso, dopo aver spalancato l'uscio e ancor prima che il trillo del campanello si perda totalmente all'interno dello studio smettendola di sovrastare, con il suo tono stridulo, una splendida canzone di Fabrizio De André: La guerra di Piero. Eleonora, Norina per gli amici, non è affatto una bellezza: è piatta come una di quelle tavole che i muratori usano per mettere su i camminatoi quando innalzano le impalcature; ha un muso leggermente prominente ed il sottile labbro superiore è sovrastato da una leggera peluria nera che si guarda bene dall'estirpare. La statura è minuta ma il sedere è veramente da "Oscar" e lei, complici i pantaloni in tela di Genova elasticizzati, non si esime certo dal metterlo in mostra. La preparazione professionale, l'intelligenza viva e pronta , la simpatia ed un indubbio fascino, poi, non le fanno certo difetto. E Marco avverte il tutto al punto da esserne totalmente infatuato. M a stamane è incazzato nero. Senti No'-, dopo averle mollato un appassionato bacio stringendola a sé ed afferrandole con forza le natiche sode, - stamattina me devi da spiegà come cacchio hai fatto a fa regge quella foja mentre scattavate la foto ? Porca mignotta sò du' settimane che me sto a scervellà. Faccio er fotografo da na' vita e tu e er padrone tuo nun me dovete pijà pecculo. Porca zozza si nun è un fotomontaggio, si la foja nun è attaccata ar soffitto con un filo de nailonne, si nun è appiccicata allo sfondo con pezzo de scocce, ma come cazzo avete fatto? Embé si stamattina numme lo dici, quanno è vero iddio, te manno a quer paese -. Ciò blaterato, si lasciò andare sul nero divano in morbida pelle di bufalo africano ed iniziò a fissare, rapito e come faceva dal momento in cui - due settimane, appunto - aveva messo piede in quello studio, la splendida foto che campeggiava sulla parete di fronte e accortamente illuminata in modo da accentuarne la bellezza ed il senso di mistero che emanava. Ad un profano la foto - faceva, da mesi, bella mostra di sé sui muri dell'intera penisola -, che pubblicizzava una nota marca di sambuca poteva dire non più che tanto e quella foglia di eucalipto posta , come sospesa in aria, dietro una bottiglia dello sciropposo e candido superalcolico era , ove si fosse posto il problema, il frutto di un semplice trucco da…fotografo. E nulla più. Ma lui, Marco, era uno del mestiere e sapeva bene che se era un trucco, ed indubbiamente a suo pensare lo era, non era di quelli usuali. Perciò ci sformava. Norina, lo accarezzò con lo sguardo, e sorridendo esclamo': " Nada muchacho, niente da fare. Io er posto nun me lo gioco. Si lo voi sapé peddavero sposame e cicciarculo. Me metto a lavorà cotté e buonanotte ar Ricca. Emmò famme 'na cortesia arza le chiappe e datte che er capo sta pevvenì. Abbiamo appuntamento con due pirla del Ministero della Marina per visionare i provini del Vieni in Marina e girerai lo…mondo. Due palle che non ti dico!". Ciò detto aprì il portone d'ingresso e con un scherzoso inchino lo invitò ad accomodarsi fuori dello studio. Marco non si fece pregare, si rendeva conto che se si fosse trattenuto l'avrebbe messa veramente in difficoltà, si staccò dal comodo divano e varcò l'uscio lasciandosi avviluppare dalla calura asfissiante che un leggero ponentino non riusciva a mitigare. Poi, prima che la sua ragazza serrasse la porta, lanciò un ultimo sguardo alla foto. Era sempre là inquietante, e la foglia, sì la foglia di eucalipto, non campeggiava più dietro la bottiglia di sambuca ma ora…era mollemente appoggiata su di essa. Non credeva alle sue pupille, premette con forza , con i due pollici, i bulbi oculari al fine di schiarirsi la vista, volse lo sguardo verso Norina e le sembrò che due lampi di luce, mentre sorrideva misteriosa, per un attimo le illuminassero gli occhi.

Minturno, l’evasore

Quando il troppo stroppia. Ha fatto di tutto per trovare un posto fisso e laddove c’è riuscito si è ritrovato in brache di tela causa chiusura dell’azienda. C’ha tentato anche in quel di Roma ma, visto il magro stipendio che portava a casa, s’è visto costretto a ritornare sul litorale minturnese e, munito del classico rastrello, si è ridato alla pesca di telline e cannolicchi. Anche d’inverno quando il freddo dell’acqua ti spezza le reni ed il vento freddo ti taglia la faccia. Marco, questo è il suo nome di fantasia, ha sulle spalle una ex moglie, tre figlioli adolescenti ed una nuova compagna che, ora come ora, collabora nello smercio del, sovente, scarso bottino. Stamane, come fa di solito e dopo un pomeriggio dedicato a trascinare un rastrello che come d’inverno l’acqua gelida ti fiacca le reni, si è presentato sullo stabilimento balneare che frequento. Premesso che ho acquistato mezzo chilo di ottimi cannolicchi ho assistito ad una scena che secondo me ha dell’incredibile: un tizio – il classico tutto casa e poteca, per dirla in vernacolo minturnese – ha visionato la merce e poi, soddisfatto della sua qualità, si è dichiarato disposto ad acquistarne una chilata a fronte dell’emissione di un regolare documento fiscale che accompagnasse la vendita. Guidato dal mio istinto animalesco ho chiesto al tizio – dall’accento un polentone - di quale operatore elettrico si servisse. Dopo aver sottolineato, orgogliosamente, la sua appartenenza al PD ha risposto che non poteva non essere abbonato che di Sorgenia. Essì la Sorgenia – società in perenne perdita e di recente scaricata sul groppone delle banche creditrici – una volta di proprietà del titolare della tessera numero uno, al secolo l’ing. Carlo De Benedetti, del PD che da buon cittadino svizzero, razzola bene in Itaglia ma paga le tasse, agevolate, nel cantone a croce bianca su sfondo rosso che lo ospita. Che dire? Se non che con questi moralisti da strapazzo, ed a senso unico, finiremo con l’affogare nella merda nella quale già da qualche anno guazziamo.